Il 29 giugno 1929 nella storica e affascinante città di Firenze nacque Oriana Fallaci, scrittrice, giornalista d’assalto e attivista dal carattere indomito. La sua vita fu fin da subito segnata da un fervore e un coraggio fuori dal comune, dimostrato già in tenera età con la sua partecipazione attiva e convinta alla Resistenza italiana, un periodo cruciale che ne plasmò la tempra morale.

Il suo percorso professionale nel giornalismo è stato pionieristico sotto molti aspetti. Oriana Fallaci detiene il notevole primato di essere stata la prima donna giornalista italiana a essere inviata direttamente al fronte, un’area tradizionalmente riservata agli uomini, segnando un punto di svolta nel reportage bellico. Sebbene avesse intrapreso gli studi universitari in medicina e in lettere, non li completò. La sua immensa e riconosciuta levatura intellettuale venne tuttavia sancita dal conferimento di una prestigiosa Laurea honoris causa in letteratura.

La sua carriera giornalistica si è sviluppata attraverso tappe internazionali di grande risonanza. Dopo le prime esperienze professionali a Milano e Roma, la Fallaci si trasferì a New York, trasformando il mondo in gran parte del suo ufficio. Dalla Grande Mela, partì per coprire eventi storici di portata globale: intervistò gli astronauti della NASA che parteciparono allo sbarco sulla Luna, offrendo una prospettiva unica sui protagonisti dell’era spaziale.

Ha documentato l’atroce e complessa follia della guerra del Vietnam e ha seguito da vicino le indagini sull’attentato al Presidente John F. Kennedy. Un episodio drammatico e significativo della sua carriera fu durante una manifestazione di protesta studentesca in Messico, dove venne tragicamente colpita da una raffica di mitra. Inizialmente fu persino creduta morta, un evento che testimonia i rischi estremi che era disposta a correre per la verità.

Il suo spirito indomito la portò a coprire e analizzare in modo critico numerosi altri conflitti, tra cui le tensioni tra India e Pakistan, le crisi in Sud America e le complessità geopolitiche del Medio Oriente.

Nonostante il successo professionale, la sua vita personale fu costellata di momenti estremamente difficili e dolorosi. Affrontò una diagnosi di cancro, sopportò il dramma di tre aborti, cadde in una profonda depressione e giunse persino a tentare il suicidio. Queste esperienze le conferirono una sensibilità e una veemenza che riversò anche nelle sue posizioni più controverse, rendendola fermamente contraria all’aborto, così come ai matrimoni e alle adozioni omosessuali, e notoriamente critica nei confronti dell’Islam.