In senso stretto, deriva dal verbo “andare”. Il “rianda” è una forma dialettale rafforzativa per indicare il tornare indietro per poi ripartire.
– Può essere usato in senso fisico: Fare avanti e indietro continuamente. (Es: “È tutto il giorno che fa anda e rianda da fuori a dentro, o icchè c’ha!?”)
– In senso figurato: Ripetere la stessa cosa fino alla noia, o un susseguirsi di eventi monotoni e insistenti. (Es: “L’è un anda e rianda di discorsi.”)
Questa espressione riflette l’indole fiorentina: sintetica, ritmica e leggermente ironica. La ripetizione del suono serve a dare l’idea del movimento ondulatorio, quasi come se la parola stessa camminasse. È parente stretto di altre espressioni di movimento come “andivieni” (andirivieni), ma il “rianda” aggiunge quel tocco di vernacolo schietto che lo rende inconfondibile.























































