L’espressione “babbo” , diffusa non solo a Firenze ma in tutta la Toscana e parte dell’Italia centrale, trae la sua genesi dal vociare neonatale imitativo latino babbus, rientrando tra i primi suoni articolati dagli infanti.. A differenza di “papà”, un prestito francese diffusosi solo dal XVIII secolo tra le classi colte, “babbo” vanta una tradizione secolare, nobilitata persino da Dante Alighieri. Sebbene oggi sia percepito come un regionalismo tipico del Centro Italia, storicamente era il vocabolo dominante.
Attualmente, oltre a persistere in diverse regioni, sopravvive globalmente nella figura di Babbo Natale e come traduzione affettuosa dell’inglese daddy, mentre in altre regioni italiane la parola babbo viene usata per indicare una persona sciocca o stolta.
All’interno del capolavoro di Carlo Lorenzini, il burattino Pinocchio ricorre all’appellativo paterno per rivolgersi a Geppetto:
“Oh, babbino mio! finalmente vi ho ritrovato! Ora poi non vi lascio più, mai più, mai più!”























































