A UFO!

by

L’acronimo A.U.F.O. possiede una storia affascinante e ben radicata nel contesto della vita medievale italiana, specificamente legata alle grandi imprese architettoniche. Questa sigla non è affatto collegata ai moderni “Oggetti Volanti Non Identificati” (UFO), ma rappresentava un essenziale marchio burocratico e fiscale. La sua funzione era quella di contrassegnare tutti i beni e i materiali da costruzione – come marmi pregiati, pietra da taglio, legname strutturale e metalli – che dovevano essere esenti da dazi doganali e gabelle. Questa esenzione era cruciale per ridurre i costi e i tempi di approvvigionamento, garantendo il progresso ininterrotto dei colossali cantieri delle cattedrali.

L’espressione latina, declinata in diverse forme, si adattava all’ente costruttore di riferimento in ogni città:

  • A Roma: A.U.F. (Ad Urbis Fabricam) per la ricostruzione e l’ampliamento della Basilica di San Pietro, i materiali erano marcati A.U.F., che si traduce con la locuzione “Per la Fabbrica della Città.
  • A Milano: Ad UFA (Ad Usum Fabricae Ambrosianae) per l’imponente Duomo, la sigla era Ad UFA, ovvero “Per l’Uso della Fabbrica Ambrosiana.
  • A Firenze: A.U.F.O. (At Usum Florentinae Operae) per la realizzazione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, l’acronimo completo A.U.F.O. stava per “Per l’Uso dell’Opera Fiorentina,” l’istituzione laica che gestiva la costruzione del celebre Duomo.

Queste antiche pratiche amministrative hanno lasciato un’impronta duratura nella lingua italiana. Il modo di dire “a ufo”, è ancora oggi correntemente utilizzato per indicare qualcosa che non viene pagato, ovvero “a sbafo,” o “a spese altrui,” un retaggio linguistico che risale direttamente al privilegio di esenzione fiscale concesso ai materiali destinati a costruire i simboli più maestosi dell’Italia medievale.

… ALTRO SU DETTI FIORENTINI

… CURIOSANDO ANCORA