Questa lapide si trova in Via De’ Cerretani sulla parete esterna della Chiesa di Santa Maria Maggiore, il luogo in cui è situata la tomba del maestro di Dante, Brunetto Latini
Inferno – canto XV – vv 82 – 84
” . . . IN LA MENTE M’E FITTA, E OR M’ACCORA
LA CARA E BVONA IMAGINE PATERNA
DI VOI, QVANDO NEL MONDO AD ORA AD ORA
M’INSEGNAVATE COME L’VOM S’ETERNA!”
“È impressa nella mia mente e ora mi rattrista profondamente la vostra immagine cara e benevola (che fu per me come quella di un padre), di quando, nel mondo dei vivi, passo dopo passo, mi insegnavate come l’uomo può raggiungere la gloria eterna [attraverso la fama e la virtù]!
Dante esprime qui la sua profonda gratitudine e affetto per Brunetto Latini (dannato tra i sodomiti), riconoscendolo come il suo principale educatore.
“la cara e buona imagine paterna di voi”: Sottolinea il rapporto affettuoso e formativo, quasi filiale.
“M’insegnavate come l’uom s’eterna”: Questa è la parte chiave. Brunetto aveva insegnato a Dante a raggiungere l’immortalità o la fama duratura attraverso l’uso sapiente dell’intelletto e della scrittura (la via alla gloria terrena). Nonostante Brunetto sia all’Inferno, Dante non rinnega l’importanza fondamentale del suo insegnamento nella sua vita.
Dante colloca il Latini nel terzo girone del VII cerchio dell’inferno tra i sodomiti.
La loro condanna consiste nel correre sotto una pioggia di fuoco senza fermarsi mai, in alternativa inchiodati al suolo per cent’anni senza potersi difendere dalle fiamme.










































