Via Dante Alighieri – Paradiso, Canto XV, vv. 97-99

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Lapide posizionata in via Dante Alighieri vicino al civico 1, sul lato sinistro della Badia Fiorentina.

Paradiso, Canto XV, vv. 97-99

” FIORENZA, DENTRO DALLA CERCHIA ANTICA,
OND’ELLA TOGLIE ANCORA E TERZA E NONA,
SI STAVA IN PACE SOBRIA E PVDICA.”

“Firenze, confinata all’interno delle mura più antiche (la prima cerchia muraria), dalla quale prende ancora (come riferimento per le sue funzioni civiche e religiose) l’ora di Terza e di Nona, viveva (all’epoca di Cacciaguida, nel XII secolo) in uno stato di pace, caratterizzata da sobrietà (ovvero frugalità e moderazione) e da pudore (ovvero moralità e modestia).”

Questi versi sono fondamentali perché rappresentano l’elogio nostalgico di Cacciaguida alla vecchia Firenze, in netto contrasto con la città corrotta e rissosa che Dante conosceva.

La Cerchia Antica: Si riferisce al primo, più ristretto circuito murario della città, risalente all’epoca romana o comunque al primo sviluppo urbano. Terza e Nona: Queste non sono solo ore del giorno, ma ore canoniche, ovvero momenti stabiliti per la preghiera. Terza è la terza ora dopo l’alba (circa le 9:00 del mattino). Nona è la nona ora dopo l’alba (circa le 3:00 del pomeriggio). Citare queste ore suggerisce che la vita cittadina si svolgeva ancora secondo i ritmi scanditi dalla Chiesa e dalla vita monastica, simbolo di un ordine morale e sociale rigoroso.

Pace, Sobria e Pudica: Questi tre aggettivi descrivono la Firenze antica come non solo pacifica (senza le violente lotte interne del tempo di Dante), ma anche parsimoniosa (sobria) e moralmente integra (pudica), lontana dal lusso sfrenato e dalla decadenza che, secondo il trisavolo, avevano portato alla rovina la città nel presente.

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