Lapide posizionata in via del Corso tra i civici 4r e 6r,
Paradiso, Canto XVI, vv. 94-96
” . . . LA PORTA, CH’AL PRESENTE è CARCA
DI NOVA FELLONIA, DI TANTO PESO,
CHE TOSTO FIA IATTVRA DELLA BARCA.”
… il quartiere (Porta San Pietro), che al giorno d’oggi è appesantito e sommerso da nuove scelleratezze e tradimenti, è diventato di una tale gravità (morale e politica) che presto sarà la causa del naufragio (o della perdita) per la nave della città (Firenze).”
Questi versi sono tra i più oscuri e profetici del discorso di Cacciaguida, culminando il suo lamento sulla decadenza di Firenze con una netta profezia di rovina.
Cacciaguida, denuncia il degrado morale della sua Firenze. L’area di Porta San Piero viene evidenziata come il luogo in cui i nuovi arrivati contaminarono gli antichi valori. L’esempio più lampante di questa degenerazione fu la rivalità esplosiva tra i Cerchi, ricchi e appena insediati, e gli storici Donati. Questa contesa, nata dal confinamento di proprietà, non fu solo un litigio di vicinato, ma il catalizzatore che divise i Guelfi nelle fazioni dei Bianchi e dei Neri.










































