lo Gnomone e il Solstizio d’Estate
Il 21 giugno, in concomitanza con il solstizio d’estate, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze si trasforma nel teatro di un affascinante sposalizio tra scienza e fede. All’interno della Cappella della Croce, situata alla sinistra dell’altare maggiore, entra in funzione lo gnomone, uno degli strumenti astronomici più antichi e maestosi del pianeta, progettato secoli fa per calcolare l’esatta durata dell’anno solare.
Indicativamente tra le 12:30 e le 13:30, la luce diurna penetra attraverso la piccolissima apertura di questo congegno, collocata sulla sommità della Cupola del Brunelleschi a novanta metri d’altezza. Il fascio luminoso, tagliando l’oscurità della navata, proietta sul pavimento un cerchio perfetto che va a sovrapporsi con precisione millimetrica a una formella marmorea inserita nel calpestio.
Questo suggestivo orologio solare testimonia come l’architettura rinascimentale non cercasse solo la bellezza estetica, ma anche l’esattezza geometrica. Per chi desidera ammirare l’evento dal vivo all’interno del Duomo, l’accesso alla chiesa è libero ma regolato in base alla capienza massima, motivo per cui è sempre consigliabile muoversi con largo anticipo.
Arrivare dopo i “fochi!!”
I Fuochi di San Giovanni sono un appuntamento a cui i fiorentini sono storicamente e affettivamente molto legati. Rappresentano la chiusura delle celebrazioni in onore del patrono della città, San Giovanni.
Trattandosi di Firenze e dei fiorentini, non può mancare un tocco di bonaria e tipica critica, spesso espressa con l’ironia disincantata della frase: “…anche se l’eran meglio l’anno passato!” Questa battuta, che si tramanda di generazione in generazione, non è una vera lamentela, ma piuttosto un’espressione affettuosa della nostalgia per le tradizioni e un pizzico di orgoglio civico che, pur apprezzando lo spettacolo corrente, è sempre pronto a lodare il passato.
L’espressione “arrivare dopo i fuochi” significa implicitamente riconoscere di essere giunti con un ritardo inaccettabile e significativo, in un momento in cui l’evento clou, l’apice della festa, è ormai definitivamente concluso. Si intende, quindi, un ritardo così marcato da aver perso l’essenziale, i fuochi inclusi, rendendo l’arrivo praticamente inutile ai fini della partecipazione completa all’evento.
Margherita Hack
Il 12 giugno 1922 vide la luce nella città di Firenze, la stimata astrofisica, accademica e instancabile divulgatrice scientifica Margherita Hack. Le sue radici familiari erano divise tra la Toscana e la Svizzera: il padre, un contabile fiorentino con origini elvetiche, e la madre, Maria Luisa Poggesi, una donna toscana.
La sua carriera accademica è stata di straordinaria rilevanza. Margherita Hack ha ricoperto l’importante ruolo di titolare della cattedra di astronomia presso la prestigiosa Università di Trieste per un periodo significativo, che si estese dal 1964 al 1992. Durante la sua permanenza a Trieste, ha lasciato un segno indelebile anche come direttrice del Dipartimento di Astronomia dell’ateneo. Il suo prestigio andava ben oltre i confini nazionali, come testimonia la sua appartenenza alle più importanti società astronomiche internazionali e la sua nomina a membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Per un lungo periodo, ha partecipato attivamente ai gruppi di lavoro italiani delle agenzie spaziali internazionali più influenti, come l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e la NASA (Agenzia Spaziale e Aeronautica Nazionale degli Stati Uniti), contribuendo in modo significativo alla ricerca spaziale globale.
Il suo impegno nella divulgazione scientifica fu altrettanto profondo e appassionato. Nel 1978, infatti, fondò la rivista specializzata “L’astronomia”, uno strumento fondamentale per rendere l’affascinante mondo dello spazio accessibile a un pubblico più vasto. La Hack si distinse anche per le sue posizioni in merito alla vita extraterrestre. Era fermamente convinta dell’esistenza di altre forme di vita sparse nella nostra galassia. Tuttavia, manteneva un approccio scettico circa la possibilità di instaurare un vero e proprio contatto con esse, a causa delle immense distanze che separano i corpi celesti. Parallelamente, era molto critica e scettica riguardo al fenomeno degli UFO (Oggetti Volanti Non Identificati).
La sua eccezionale dedizione al mondo della scienza è stata riconosciuta attraverso numerosi e illustri premi e onorificenze. Tra i più significativi si annoverano la Medaglia d’oro ai Benemeriti della scienza e della cultura nel 1998, la Civica benemerenza del comune di Trieste nel 2011, e il conferimento della prestigiosa onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 2012. Margherita Hack, un faro nel campo dell’astrofisica italiana e mondiale, si è spenta il 29 giugno 2013 nella sua amata Trieste, lasciando un’eredità scientifica e culturale che continua a ispirare.
Oriana Fallaci
Il 29 giugno 1929 nella storica e affascinante città di Firenze nacque Oriana Fallaci, scrittrice, giornalista d’assalto e attivista dal carattere indomito. La sua vita fu fin da subito segnata da un fervore e un coraggio fuori dal comune, dimostrato già in tenera età con la sua partecipazione attiva e convinta alla Resistenza italiana, un periodo cruciale che ne plasmò la tempra morale.
Il suo percorso professionale nel giornalismo è stato pionieristico sotto molti aspetti. Oriana Fallaci detiene il notevole primato di essere stata la prima donna giornalista italiana a essere inviata direttamente al fronte, un’area tradizionalmente riservata agli uomini, segnando un punto di svolta nel reportage bellico. Sebbene avesse intrapreso gli studi universitari in medicina e in lettere, non li completò. La sua immensa e riconosciuta levatura intellettuale venne tuttavia sancita dal conferimento di una prestigiosa Laurea honoris causa in letteratura.
La sua carriera giornalistica si è sviluppata attraverso tappe internazionali di grande risonanza. Dopo le prime esperienze professionali a Milano e Roma, la Fallaci si trasferì a New York, trasformando il mondo in gran parte del suo ufficio. Dalla Grande Mela, partì per coprire eventi storici di portata globale: intervistò gli astronauti della NASA che parteciparono allo sbarco sulla Luna, offrendo una prospettiva unica sui protagonisti dell’era spaziale.
Ha documentato l’atroce e complessa follia della guerra del Vietnam e ha seguito da vicino le indagini sull’attentato al Presidente John F. Kennedy. Un episodio drammatico e significativo della sua carriera fu durante una manifestazione di protesta studentesca in Messico, dove venne tragicamente colpita da una raffica di mitra. Inizialmente fu persino creduta morta, un evento che testimonia i rischi estremi che era disposta a correre per la verità.
Il suo spirito indomito la portò a coprire e analizzare in modo critico numerosi altri conflitti, tra cui le tensioni tra India e Pakistan, le crisi in Sud America e le complessità geopolitiche del Medio Oriente.
Nonostante il successo professionale, la sua vita personale fu costellata di momenti estremamente difficili e dolorosi. Affrontò una diagnosi di cancro, sopportò il dramma di tre aborti, cadde in una profonda depressione e giunse persino a tentare il suicidio. Queste esperienze le conferirono una sensibilità e una veemenza che riversò anche nelle sue posizioni più controverse, rendendola fermamente contraria all’aborto, così come ai matrimoni e alle adozioni omosessuali, e notoriamente critica nei confronti dell’Islam.