Fabbrica Toscana Automobili – Florentia

Fabbrica Toscana Automobili – Florentia

La Fabbrica Toscana Automobili (F.T.A.), in seguito denominata S.A. Florentia, nacque a Firenze tra il 1899 e il 1901 grazie all’entusiasmo di pionieri aristocratici come Carlo Ginori e Leone Strozzi. Con le officine situate in Viale in Curva (l’odierno Viale Belfiore), l’azienda scelse come simbolo il giglio fiorentino, puntando su un’ingegneria avanzata e su una cura artigianale maniacale. Nel suo momento d’oro, la fabbrica arrivò a dare lavoro a oltre 300 operai.

Il modello simbolo della casa automobilistica è la Florentia 10 HP del 1903. Equipaggiata con un motore a due cilindri da 2041 cm³, la vettura si distingueva per un telaio rinforzato in legno e acciaio e per soluzioni all’avanguardia come la trasmissione a catena e l’accensione a ruttore. La carrozzeria di tipo Tonneau (caratterizzata dall’accesso per i passeggeri dal retro) sfoggiava dettagli sfarzosi in ottone lucido e vistose ruote in legno verniciate di giallo.

L’esemplare di 10 HP custodito oggi al MAUTO (Museo Nazionale dell’Automobile di Torino) è ufficialmente l’unico superstite al mondo di questo modello, non esistendone altri né in strutture museali né in collezioni private.

Queste vetture di altissimo lusso divennero presto uno status symbol internazionale. Tra i clienti più illustri spiccavano il poeta Gabriele d’Annunzio e la Regina Margherita di Savoia, che acquistò proprio una 10 HP (ribattezzandola affettuosamente “Rondinella”). Le auto si fecero valere anche nelle competizioni sportive, vincendo corse storiche come la Coppa della Consuma.

Tuttavia, i limiti di una produzione quasi interamente manuale e i costi di vendita elevati resero difficile la competizione con i colossi industriali del nord come la Fiat, portando la società alla liquidazione nel 1910.

A rendere ancora più straordinario il valore della 10 HP del MAUTO è il fatto che, dell’intera produzione Florentia, si è salvata soltanto un’altra vettura in assoluto: una più grande 40/50 HP del 1907, anch’essa esposta all’interno del museo torinese.

Officine Panerai

Officine Panerai

G. Panerai & C. è una società di orologeria di fama internazionale che affonda le sue radici storiche nella città di Firenze. La sua lunga e prestigiosa attività ebbe inizio nel 1860, anno in cui Giovanni Panerai inaugurò la sua prima bottega di orologeria sul celebre Ponte alle Grazie.

Il successo iniziale portò a un trasferimento strategico in una sede più centrale e prestigiosa, l’attuale negozio in Piazza San Giovanni, proprio di fronte al Battistero. In questa nuova collocazione, l’attività assunse il nome di “Orologeria Svizzera”, un omaggio alla precisione e alla qualità delle meccaniche prodotte o commercializzate, sottolineando l’eccellenza che da sempre contraddistingue il marchio.

La svolta epocale per l’azienda avvenne grazie a una stretta e duratura collaborazione con la Regia Marina Italiana. Per soddisfare le esigenze estreme dei suoi incursori, che necessitavano di strumenti di precisione e altamente leggibili anche in condizioni di oscurità subacquea, Panerai si dedicò alla ricerca e all’innovazione. Questo impegno sfociò in due brevetti cruciali: nel 1916 fu inventato e brevettato il Radiomir, una polvere altamente luminescente a base di radio. Questa sostanza veniva applicata sui quadranti di orologi e apparecchiature di bordo per garantirne la lettura notturna. Successivamente, nel 1949, l’azienda sviluppò il Luminor, un nuovo composto luminescente a base di trizio, meno radioattivo e destinato a dare il nome a uno dei modelli iconici del marchio.

Nel 1972, l’azienda subì una significativa modifica del nome, trasformandosi in “Officine Panerai”. Questo nuovo nome volle sottolineare l’identità del marchio non solo come venditore, ma come vera e propria manifattura di precisione. La svolta definitiva nel mercato del lusso avvenne nel 1997, quando Panerai fu acquisita dal Gruppo Richemont, segnando l’inizio della sua espansione globale.

Oggi, l’azienda vanta una comunità di appassionati e collezionisti (affettuosamente chiamati “Paneristi”) sparsi in ogni parte del mondo, spesso impegnati nella febbrile ricerca di edizioni speciali o in tiratura limitata, a testimonianza del fascino intramontabile che lega la sua storia fiorentina all’alta orologeria contemporanea.

Officina profumo farmaceutica di Santa Maria Novella

Officina profumo farmaceutica di Santa Maria Novella

L’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella è universalmente riconosciuta come la farmacia storica più antica non solo d’Italia, ma di tutta Europa, vantando un patrimonio di storia, arte e tradizione erboristica senza eguali. La sua origine risale ben prima della sua apertura ufficiale al pubblico.

Già nel lontano 1381, i Frati Domenicani del convento adiacente alla Basilica di Santa Maria Novella avevano avviato un’attività fondamentale: la coltivazione di piante medicamentose nel loro “Giardino dei Semplici”. Il loro scopo iniziale era la preparazione di medicamenti e pomate per la cura dei frati stessi. Tra i primi prodotti di successo, spicca l’Acqua di Rose, la cui vendita era diffusa per le sue riconosciute proprietà disinfettanti e curative, particolarmente utili in tempi di epidemie.

La fama dei Domenicani per la distillazione e la preparazione di essenze e balsami crebbe esponenzialmente, tanto da attirare l’attenzione della più alta nobiltà. Un episodio cruciale è legato a Caterina de’ Medici: nel 1533, in vista delle sue nozze con Enrico di Valois, che l’avrebbero portata sul trono come regina di Francia, la futura sovrana commissionò ai frati la creazione di un’essenza esclusiva e particolare. Il risultato fu un profumo che si rivelò sorprendente e talmente apprezzato da passare alla storia. Da quel momento, e ancora oggi, l’Officina onora quel capolavoro olfattivo con il nome evocativo di “Acqua della Regina”.

L’attività, da interna al convento, si aprì ufficialmente al mondo esterno il 15 ottobre 1612, assumendo il titolo di Fonderia di Sua Altezza Reale e segnando la data di fondazione pubblica della farmacia. Dopo oltre quattrocento anni, in questa storica officina, situata in Via della Scala 16, si continua tutt’oggi a creare e vendere profumi, cosmetici e preparati erboristici di altissima qualità, apprezzati da clienti e intenditori in ogni parte del mondo. Data l’importanza storica e la bellezza degli ambienti, è possibile prenotare visite guidate su appuntamento, per un viaggio indimenticabile tra arte, scienza e profumi.

Filistrucchi

Filistrucchi

La bottega Filistrucchi – Parrucche e trucco non è soltanto un’attività commerciale, ma un’autentica istituzione di Firenze e d’Italia. La sua origine risale al lontano 1720, il che la rende non solo la più antica del capoluogo toscano nel suo settore, ma anche un rarissimo esempio di attività tramandata ininterrottamente dalla stessa famiglia per oltre trecento anni. Questo straordinario lignaggio la rende una testimonianza vivente della storia artigianale fiorentina.

Proprio in virtù della sua longevità e dell’importanza culturale del mestiere, la bottega è stata debitamente inserita all’interno dell’Albo per gli Esercizi Storici Fiorentini. Questo riconoscimento le è stato conferito poiché l’attività è ritenuta di eccezionale interesse storico, artistico e tipologico, fungendo da custode di tecniche e tradizioni secolari.

All’interno di questo storico laboratorio, l’artigianato si fonde con l’arte scenica. I maestri Filistrucchi sono specializzati nella creazione sartoriale di una vasta gamma di elementi per la trasformazione: parrucche realizzate con capelli veri, barbe, baffi, toupet, maschere teatrali e cinematografiche, e persino protesi artistiche. La clientela non si limita al mondo dello spettacolo – che spazia dal teatro d’opera alle produzioni cinematografiche di respiro internazionale – ma include anche privati e coloro che necessitano di soluzioni tricologiche di alta qualità per motivi personali.

La bottega mantiene la sua sede storica e inconfondibile in Via Verdi 9. L’esterno è una vera e propria reliquia visiva: la facciata in legno intagliato e la caratteristica insegna dorata sono rimaste virtualmente immutate nei secoli, conservando l’aspetto originale del Settecento. Questo ambiente preservato offre ai visitatori un viaggio nel tempo; è possibile esplorare e conoscere da vicino quest’arte antica attraverso visite guidate su appuntamento, permettendo a chiunque di apprezzare l’eredità artistica e la maestria che continuano a fiorire nel cuore di Firenze.

Lo studiolo di Ponziani

Lo studiolo di Ponziani

La storia della famiglia Ponziani nell’artigianato artistico inizia nell’Ottocento con Giovanni, doratore presso Santa Croce. Il figlio Mario, maestro restauratore di fama, nel 1940 trasferì l’attività nel quartiere di San Frediano, presso il cinquecentesco Palazzo Graziosi. Qui la bottega si distinse per la maestria nelle lacche e nelle dorature antiche.

Nel dopoguerra, Mario ebbe l’intuizione di affiancare al restauro la produzione di arredi d’epoca, realizzando riproduzioni fedeli apprezzate da interior designer di tutto il mondo. Questa attività, rinominata “Lo Studiolo”, ha servito clienti prestigiosi come Michael Schumacher, il maestro Zubin Mehta e la celebre boutique Bergdorf Goodman di New York.

Oltre a collaborare con la Soprintendenza per il restauro di Palazzo Pitti e delle Ville Medicee, la bottega ha segnato la cultura fiorentina: Maurizio Ponziani creò il logo storico della Biennale dell’Antiquariato. Citato in guide internazionali e protagonista di documentari RAI, Lo Studiolo continua oggi a rappresentare l’anima dell’alto artigianato fiorentino in Via Santo Spirito 27.

Coltelleria A. Bianda

Coltelleria A. Bianda

Fondata il 5 luglio 1820 da Giuseppe Antonio Bianda, immigrato dal Ticino, la coltelleria A.Bianda è un pilastro della storia artigiana fiorentina. Nata sotto il Granducato di Ferdinando III, l’attività in via della Vigna Nuova 86R iniziò con l’arrotatura di attrezzi agricoli, per poi evolversi grazie ad Anatolio Bianda, che nel Novecento aprì il mercato alle facoltose famiglie internazionali residenti a Firenze.

 

Attraverso sei generazioni, la famiglia ha saputo adattarsi con lungimiranza: Gino Eletti si specializzò nel ramo ospedaliero e nella rasatura maschile, mentre Mara Bianda, negli anni ’90, introdusse per prima i coltelli in ceramica giapponese e i pezzi “custom” da collezione, sostenendo la nascita di grandi artisti coltellinai europei.

 

Oggi Lorenzo, sesto discendente, gestisce la bottega mantenendo inalterato l’assetto storico. In questo esercizio storico fiorentino, l’abilità manuale dell’affilatura convive con una selezione esclusiva di lame sportive, da cucina e articoli per l’igiene maschile. Il prezioso archivio documentale, incluso il contratto originale del 1820, testimonia un’eredità d’eccellenza che prosegue nel solco della più pura tradizione familiare.

Farmacia Paoletti

Farmacia Paoletti

La Farmacia Luigi Paoletti rappresenta una colonna portante del patrimonio cittadino, vantando una presenza ininterrotta a Firenze da oltre due secoli. Sebbene le prime testimonianze documentate risalgano al 1817, la vera svolta avvenne nel 1837, anno in cui la farmacia fu rilevata dall’esperto speziale Lorenzo Cialdini, che ne definì l’identità e il valore professionale.

 

Da quel momento, la proprietà ha seguito un affascinante percorso dinastico attraverso il ramo femminile della famiglia: un passaggio di testimone sapiente che dai Cialdini è giunto ai Paoletti, approdando infine alla gestione dei Danti. È nata così una stirpe di farmacisti che, da più di 180 anni, si tramanda con immutata passione e profonda dedizione questa nobile attività. Oggi come allora, la Farmacia Luigi Paoletti in via Pistoiese 410, coniuga l’antica sapienza farmaceutica con l’attenzione verso il cliente, custode di una tradizione che è parte integrante della storia di Firenze.

Hotel Bernini Palace

Hotel Bernini Palace

Le radici del palazzo risalgono al XIV secolo, quando apparteneva alla potente famiglia Della Pera, antenati dei celebri banchieri Peruzzi. Dopo secoli di storia come residenza nobiliare, l’edificio si trasformò a metà Ottocento nell’Albergo dello Scudo di Francia.

Il vero apice del prestigio arrivò nel periodo di Firenze Capitale (1865-1871). Rinominato Hotel Columbia Parlamento, divenne il punto di riferimento per deputati e senatori grazie alla sua posizione strategica tra Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti. In questi anni il palazzo assunse l’aspetto attuale: una raffinata fusione tra l’architettura rinascimentale esterna e interni lussuosi, dominati da velluti e damaschi per soddisfare l’alta borghesia europea.

Con lo spostamento della capitale a Roma, l’Hotel Bernini Palace visse un periodo di declino, interrotto solo negli anni ’80 del Novecento da profondi lavori di ristrutturazione che ne hanno recuperato l’antico splendore.

Ristorante Il Latini

Ristorante Il Latini

Sedersi da Il Latini significa immergersi in un’atmosfera cosmopolita fatta di amicizia e discussioni animate, scoprendo la Toscana attraverso la sua cucina più autentica. Fondato nel 1911 come fiaschetteria da Angelo Latini, il locale si è evoluto grazie a Narciso e sua moglie Maria. Fu proprio lei a gettare le basi della cucina attuale, trasportando i suoi piatti genuini da casa fino alle cantine di Palazzo Rucellai.

 

Il Latini è anche un simbolo di resilienza: durante l’alluvione di Firenze, non smise mai di offrire conforto, servendo pasti caldi e vino tra le strade invase dal fango.

 

Giunta oggi alla quarta generazione, la famiglia continua a onorare questa eredità. Con l’accoglienza tipica toscana, materie prime d’eccellenza e ricette dal sapore antico, Il Latini, in via dei Palchetti 6r, resta un punto di riferimento per chi cerca la vera essenza gastronomica di Firenze.

Galleria Frilli

Galleria Frilli

Fondata a Firenze da Antonio Frilli nel 1860, la Galleria ha conquistato una fama mondiale grazie a magistrali repliche in marmo di capolavori classici e rinascimentali. Il successo internazionale fu consolidato dalla partecipazione a ben 53 Esposizioni Universali, dove Frilli ottenne prestigiosi riconoscimenti, e da commesse leggendarie come quella per l’Università di Stanford in California.

A differenza delle semplici copie, le opere Frilli sono vere repliche di qualità museale, realizzate partendo da un archivio unico di calchi fisici e scansioni laser 3D tratti direttamente dagli originali. Questo approccio preserva l’anima e l’intenzione dell’artista. Un esempio straordinario di tale maestria è la fusione in bronzo delle Porte del Paradiso e della Porta Nord del Battistero di Firenze, oggi ammirate in Piazza Duomo.

Giunta alla quinta generazione, la Galleria Frilli , in via dei Fossi 26r/4n resta un punto di riferimento globale per collezionisti e istituzioni. Unendo tradizione familiare e innovazione tecnologica, continua a rappresentare l’apice del Made in Italy, riportando in vita la bellezza senza tempo della grande scultura occidentale.

Caffè Gilli

Caffè Gilli

Le radici del celebre Caffè Gilli affondano nel 1733, anno in cui la famiglia svizzera Gilli inaugurò la storica “Bottega dei pani dolci” nella centrale via dei Calzaiuoli. Fu però solo all’inizio del Novecento che il locale si trasferì nell’attuale e prestigiosa sede di Via Roma 1, angolo con Piazza della Repubblica. Da oltre tre secoli, questo nome è universalmente riconosciuto come sinonimo di eccellenza assoluta, distinguendosi per un’offerta che spazia dalla raffinata confetteria d’alta scuola ai minuziosi servizi dedicati alle grandi cerimonie.

Nel corso dei decenni, il locale è stato il fulcro del vivace fermento intellettuale fiorentino, trasformandosi nel ritrovo d’elezione per i collaboratori della rivista “La Voce” di Giuseppe Prezzolini e per gli audaci esponenti del Futurismo. Questo profondo legame con il mondo della cultura persiste ancora oggi: il caffè è infatti la sede ufficiale del rinomato Premio Donatello e, dal 1988, gode della tutela come bene storico. Grazie alla sua posizione privilegiata e agli interni sontuosi, Gilli rimane una tappa irrinunciabile per chiunque desideri immergersi nell’atmosfera autentica e senza tempo dei grandi caffè storici europei.

Caffè Paszkowski

Caffè Paszkowski

Le origini del Caffè Paszkowski risalgono al 1846, quando nacque come fabbrica di birra fondata da un’intraprendente famiglia di origini polacche. Tuttavia, fu solo nel 1904 che il locale si stabilì definitivamente presso il prestigioso Palazzo Levi, trasformandosi rapidamente in un’icona intramontabile dell’eleganza fiorentina. Riconosciuto ufficialmente come Monumento Nazionale nel 1991, questo spazio ha compiuto una straordinaria evoluzione, passando dalla sua identità originaria di birrificio a quella di raffinato salotto borghese e caffè letterario.

Durante il Novecento, il Paszkowski è stato il crocevia d’eccellenza per i più illustri intellettuali del panorama italiano. Tra i suoi storici tavoli si sono avvicendati maestri del calibro di D’Annunzio, Papini, Soffici e Campana, seguiti successivamente da giganti della letteratura mondiale come Montale, Saba e Pratolini. Oggi, grazie a una gestione illuminata che ne tutela la memoria e le tradizioni, il locale continua a distinguersi per un servizio impeccabile e un’accoglienza senza tempo. Situato nel cuore pulsante della città, in piazza della Repubblica 6 , resta una meta internazionale irrinunciabile per chiunque desideri vivere la perfetta sintonia tra cultura, raffinatezza e autentica ospitalità toscana.

Le Giubbe Rosse

Le Giubbe Rosse

Le Giubbe Rosse è molto più di un semplice caffè: è un’istituzione storica e un vero e proprio caffè letterario di Firenze, la cui fondazione risale al lontano 1897. La sua apertura si deve all’iniziativa dei fratelli Reininghaus, noti imprenditori originari di Düsseldorf, che avevano fatto fortuna come produttori di birra.

Il locale, concepito con l’intenzione di emulare l’eleganza e l’atmosfera dei raffinati caffè di cultura mitteleuropea, in particolare lo stile viennese, si distingueva immediatamente per un dettaglio peculiare e cromatico: l’uniforme del personale di sala. I camerieri, infatti, vestivano sgargianti giubbe rosse. Questo elemento divenne così distintivo che i fiorentini, riscontrando la tipica difficoltà a pronunciare correttamente il complesso cognome tedesco dei fondatori, sostituirono rapidamente il nome del locale con un’espressione immediata e visiva: il caffè divenne popolarmente noto come “quelli con le giubbe rosse”.

Inizialmente, l’attività era focalizzata sull’ospitalità e sul gioco intellettuale, tanto da ospitare un vivace circolo scacchistico. La vera svolta nella storia del locale, che lo elevò a santuario dell’avanguardia italiana, avvenne nel 1913. In quell’anno, Le Giubbe Rosse divenne la sede fissa di ritrovo dei futuristi fiorentini. Presto, le sue sale si trasformarono in un incrocio culturale imprescindibile, un luogo dove si riunivano quotidianamente non solo i massimi esponenti del Futurismo, ma anche una vasta schiera di letterati, artisti e intellettuali sia italiani che stranieri, rendendolo un palcoscenico per accesi dibattiti, manifesti e scambi di idee rivoluzionarie. A testimonianza di questo glorioso passato, le pareti del locale sono adornate da numerose fotografie d’epoca che ritraggono i suoi celebri e influenti frequentatori.

Purtroppo, dopo oltre un secolo di attività ininterrotta come fulcro culturale, l’esercizio ha affrontato un momento di grande crisi, dichiarando fallimento il 21 dicembre 2018. Tuttavia, il suo destino non sembra essere definitivamente segnato: nel 2024 il locale ha riaperto dopo un accurato restauro.

Alessandro Belli Blanes artigianato fiorentino

Alessandro Belli Blanes artigianato fiorentino

La storia dell’ attività “Belli Blanes” affonda le radici nel cuore di Firenze tra il 1919 e il 1920, quando trisavola aprì il primo banco all’interno delle storiche Logge del Porcellino. Attraverso le generazioni, la gestione passò prima al bisnonno Paolo e poi, nel 1934, a nonna Linda, specializzata nella vendita della tipica paglia fiorentina.

 

Il 1967 segnò una svolta fondamentale: l’offerta si rinnovò focalizzandosi sul legno dorato fiorentino e sul ferro battuto, eccellenze dell’artigianato locale. Nel 1974, il padre trasferì l’attività nell’attuale sede di via dell’Ariento, nel vivace mercato di San Lorenzo, preservando la tradizione del legno decorato.

 

Il percorso è iniziato nel 1982 come collaboratore, fino al 1992, anno in cui Alessandro è diventato titolare insieme alla moglie Silvia. Oggi portano avanti con orgoglio un’eredità familiare lunga oltre un secolo, custodi di una passione che unisce la storia di Firenze alla maestria artigiana.

Trattoria Antico Fattore

Trattoria Antico Fattore

Dal 1865, l’Antico Fattore situato in via Lambertesca 1r, rappresenta una delle pietre miliari della ristorazione fiorentina, custode delle ricette più autentiche della tradizione toscana. Più che una semplice trattoria, il locale è stato per decenni un vero cenacolo culturale: un punto d’incontro dove pittori, scrittori e musicisti si riunivano per discutere d’arte e convivialità.

 

Sotto la storica gestione del proprietario Giulio, i “mercoledì dell’Antico Fattore” divennero un appuntamento leggendario, meta di un costante pellegrinaggio di intellettuali. Tra i tavoli della sua saletta sono passati giganti del Novecento come De Chirico, Morandi, Carrà e Bacchelli, insieme a critici, giornalisti e maestri del teatro di passaggio in città. Ancora oggi, l’Antico Fattore preserva quell’atmosfera densa di storia, offrendo ai suoi ospiti un’esperienza che unisce l’alto valore culturale al gusto intramontabile della cucina di un tempo.

Trattoria da Bibe

Trattoria da Bibe

Da Bibe è una delle trattorie più antiche di Firenze, legata alla stessa famiglia da oltre 150 anni. L’attività fu fondata all’inizio dell’Ottocento da un reduce della campagna napoleonica in Russia che, tornato in Toscana, riprese il mestiere di oste. Di generazione in generazione, la passione di famiglia giunse al bisnonno Paradiso, soprannominato scherzosamente “Bibe” (bevi, in latino), che trasformò il locale nella celebre Trattoria del Ponte all’Asse, via delle Bagnese 1r.

 

Il fascino del luogo e la gentilezza dell’oste stregarono artisti e intellettuali, tra cui Eugenio Montale, che nel 1937 dedicò al locale la celebre poesia Bibe al ponte dell’Asse, inclusa nella raccolta Le Occasioni.

 

Oggi la tradizione continua con Matteo Baudone, rappresentante della sesta generazione, che insieme ai genitori Andrea e Daniela accoglie i clienti con lo stesso amore per la cucina tipica. Un luogo dove il buon cibo incontra la grande storia, mantenendo intatto lo spirito di quell’antico “angolo di Paradiso”.

Trippaio del Porcellino

Trippaio del Porcellino

Leonello “Bubu” Frullini,  l’attività è cresciuta nel tempo: dal piccolo carretto a mano agli storici mezzi motorizzati di suo figlio Alvaro, fino ad arrivare a Orazio Nencioni, “Trippaio del Porcellino” che gestisce oggi la licenza, più antica di Firenze con oltre 40 anni di dedizione.

 

La storia del banco è legata indissolubilmente alla figura di Alvaro, pilastro dei trippai fiorentini, che nel dopoguerra percorreva le strade della città servendo le massaie prima di posizionarsi al Porcellino, in piazza del Mercato Nuovo, per i suoi ormai iconici panini. Se un tempo la trippa si acquistava principalmente a peso per il consumo domestico, oggi il chiosco è un’istituzione del pranzo fiorentino.

 

Oltre al classico lampredotto, Orazio prepara con passione specialità tipiche come la trippa alla fiorentina, la francesina e il lampredotto alla puttanesca, mantenendo vivo un mestiere antico che si evolve senza mai perdere le proprie radici, sempre accompagnato da un buon bicchiere di vino.

Trattoria Palle d’Oro

Trattoria Palle d’Oro

Le radici della Trattoria Palle d’Oro risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, quando nacque come mescita di vino sotto l’arco di San Pierino. Trasferitasi successivamente nell’attuale sede di via S. Antonino 43/45r, l’attività si è evoluta integrando la cucina calda e diventando un punto di riferimento per la gastronomia locale.

 

Oggi, giunta alla quarta generazione, la famiglia continua a tramandare con passione le antiche ricette toscane. La storia del locale è segnata anche dal coraggio dimostrato durante l’alluvione del 1966: nonostante i gravi danni, la trattoria riuscì a riaprire in pochi giorni grazie a una straordinaria forza d’animo.

 

Questa autenticità attira da sempre una clientela internazionale, inclusi registi, attori e intellettuali, tutti alla ricerca del sapore genuino della vera Firenze di un tempo.

Fiaschetteria caffè da Burde

Fiaschetteria caffè da Burde

Il nome “Burde” deriva dal soprannome romagnolo burdèl, termine con cui venivano scherzosamente chiamati i commercianti di maiali. Uno di loro, il signor Barducci, fondò nel 1901 l’originale fiaschetteria in via di Peretola, trasferendola poi nel 1927 nell’attuale sede di via Pistoiese 154.

 

L’unione tra i Barducci e la famiglia Gori segnò la nascita della vera e propria trattoria. Protagonista di questa evoluzione fu Turiddo, nipote del fondatore, che insieme alla moglie Irene ha rappresentato per oltre sessant’anni l’essenza stessa dell’ospitalità toscana.

 

Oggi la tradizione prosegue con i figli Giuliano, Fabrizio e Mario. L’antica bottega, che un tempo vendeva persino biada e fruste per cavalli, resta un punto di riferimento per i sapori autentici: qui è ancora possibile acquistare eccellenze come la finocchiona e gustare i piatti tipici della cucina casalinga fiorentina.

Rivoire

Rivoire

La storia di Rivoire affonda le radici nella tradizione dei maestri cioccolatieri torinesi. Enrico Rivoire, già fornitore ufficiale della famiglia reale, scelse di seguire la corte dei Savoia nel trasferimento a Firenze, dove nel 1872 inaugurò la sua celebre “fabbrica di cioccolato a vapore” in Piazza della Signoria.

 

Ancora oggi, sedersi da Rivoire significa immergersi nell’elegante atmosfera dei caffè ottocenteschi. Ambasciatore del Made in Italy da 150 anni, il locale continua a incantare fiorentini e visitatori con ricette originali preparate da maestri pasticceri. Oltre alla leggendaria cioccolata in tazza, l’offerta si è evoluta con un ristorante che rinnova la cucina tradizionale con tocchi internazionali. Rivoire resta un’oasi di raffinatezza e convivialità nel cuore di Firenze, unendo il lusso esotico del cacao alla nobile storia della città.

Ristorante Sabatini

Ristorante Sabatini

Inaugurato nel 1955 su progetto dell’architetto Stigler, il Ristorante Sabatini in via Panzani 9a, vanta un’atmosfera unica al mondo: i suoi interni sono infatti impreziositi dagli arredi originali di una chiesa sconsacrata del Cinquecento. Questa particolarità lo rende oggi l’unico ristorante in Italia ufficialmente tutelato dalle Belle Arti.

 

Vanto della tradizione fiorentina, Sabatini è stato per decenni il rifugio prediletto di aristocratici, intellettuali e star del cinema. Le sue sale custodiscono i ricordi di illustri frequentatori: dal poeta Eugenio Montale al Presidente Luigi Einaudi, fino al maestro Rubinstein. Celebre è anche il legame con il cinema internazionale: nel 1966, durante le riprese del documentario sull’alluvione, il ristorante divenne la meta serale fissa per Franco Zeffirelli, Richard Burton ed Elizabeth Taylor.

 

Ancora oggi, varcare la soglia di Sabatini non significa solo sedersi a tavola, ma vivere un’esperienza culturale e gastronomica senza tempo, immersi nella storia autentica di Firenze.

Ristorante Buca San Giovanni

Ristorante Buca San Giovanni

Fondato nel 1882, il Ristorante Buca di San Giovanni è iscritto tra i Locali Storici d’Italia. Situato nell’antica sacrestia del Battistero, in Piazza San Giovanni 8,il locale vanta un passato affascinante: fu sede segreta di riti massonici dei Rosa Croce e, successivamente, salotto d’elezione per il dopo-teatro fiorentino.

 

Sotto le sue volte secolari sono passati i grandi protagonisti del Novecento: dall’addio al celibato del Principe di Bulgaria negli anni ’30 alla visita del Presidente John Kennedy nel 1961. Ancora oggi, la “Buca” accoglie illustri ospiti internazionali e personalità locali, che scelgono la sua atmosfera suggestiva per riscoprire il piacere della cucina fiorentina d’eccellenza. Un luogo dove ogni cena è un incontro con la storia e il mito.

Ristorante Buca Mario

Ristorante Buca Mario

Situata nelle cantine cinquecentesche di Palazzo Niccolini, la Buca Mario incarna la tradizione delle storiche “buche” fiorentine: antichi rifugi sotterranei un tempo riservati alla conservazione di carni e vini pregiati. Scendendo le scale tra arcate a volta e mattoni a vista, gli ospiti vivono un autentico salto nel passato, accolti dai profumi delle colline toscane e da una cantina che custodisce etichette leggendarie.

 

Oggi la famiglia Pasquetti dirige questa “macchina del tempo” nel segno dell’eccellenza: dalla pasta fatta in casa alla carne di altissima qualità. L’ospitalità della Buca ha affascinato nei secoli artisti e poeti, offrendo ancora oggi un’esperienza identitaria unica. Per chi cerca la massima riservatezza, il locale dispone di un Privé esclusivo (per massimo 10 persone) con ingresso indipendente: un raffinato salotto fiorentino ideale per cene d’affari o serate intime a lume di candela. Qui, nel cuore di Piazza degli Ottaviani 16r, la tradizione fiorentina si esprime in tutta la sua eleganza senza tempo.

Pineider

Pineider

La storia di Pineider inizia nel 1774 a Firenze, quando Francesco Pineider apre la sua prima bottega in Piazza della Signoria, introducendo in Italia la raffinata tradizione delle lettere stampate personalizzate. Durante l’Ottocento, il marchio diventa un’icona internazionale, scelto da illustri personalità come Napoleone, Lord Byron e Stendhal. Con l’Unità d’Italia, l’eccellenza si sposta a Roma nel 1870 per servire la Corte Reale e le Ambasciate.

 

Tra la fine del XIX secolo e il Novecento, Pineider rivoluziona la scrittura importando le prime stilografiche moderne e brevettando un innovativo sistema di caricamento. Il brand consolida così il suo prestigio tra politici e celebrità del calibro di Giorgio Armani e Luciano Pavarotti, diventando il dono ufficiale del Governo Italiano per i grandi eventi internazionali.

 

Dal 2017, sotto la guida della famiglia Rovagnati, Pineider evolve in un marchio di lifestyle globale, eccellendo nella pelletteria e nella cartoleria artigianale. Con nuove aperture tra Milano, New York e Londra, l’azienda continua a scrivere il futuro dell’eleganza, fedele alle sue radici fiorentine.

Orologeria Enrico Verità

Orologeria Enrico Verità

L’Orologeria Enrico Verità, fondata nel 1865, è un autentico tempio dell’arte orologiaia che continua a scrivere la sua storia tra le mura della millenaria Torre degli Adimari. Simbolo iconico della bottega è il grande orologio meccanico esterno che, da quasi un secolo e mezzo, scandisce il tempo per i passanti in via dei Calzaiuoli 122r/124r. Al suo interno, la meravigliosa pendola originale del 1865 accoglie i visitatori, testimoniando una continuità storica senza pari nel panorama italiano.

 

Rivenditore autorizzato dei marchi più prestigiosi, l’Orologeria soddisfa una clientela internazionale alla ricerca di segnatempo che coniughino pregio, tecnica ed eleganza. Il valore aggiunto è rappresentato dal personale altamente qualificato, capace di guidare il cliente nella scelta perfetta e di garantirne la longevità. Grazie a un laboratorio all’avanguardia e a tecnici specializzati, Enrico Verità assicura infatti una manutenzione d’eccellenza e riparazioni specializzate su ogni tipologia di orologio, dai pezzi antichi alle creazioni contemporanee più sofisticate, preservando con dedizione l’anima di ogni prezioso oggetto.

Libreria antiquaria Gozzini

Libreria antiquaria Gozzini

Fondata intorno al 1850 da Oreste Gozzini — giovane appassionato che interruppe il commercio per combattere con Garibaldi — la Libreria Gozzini è un’istituzione della cultura fiorentina. Dopo vari spostamenti, nel 1959 si è stabilita definitivamente in Via Ricasoli 49/103r, all’interno del settecentesco Palazzo Alfani. Oggi, con Francesco ed Edoardo Chellini, la libreria è orgogliosamente giunta alla quinta e sesta generazione.

 

Varcare la soglia significa percorrere un viaggio nel tempo tra oltre venti stanze e scaffalature d’epoca che circondano un rigoglioso giardino. Storicamente specializzata in diritto ed economia, ha ospitato illustri personalità come Benedetto Croce, Luigi Einaudi e Giovanni Spadolini.

 

Nonostante il legame con il passato, la libreria guarda al futuro: dal 1998 ha digitalizzato il proprio immenso patrimonio, creando un database di oltre 80.000 titoli rari e introvabili. Che si tratti di edizioni pregiate o di testi moderni, la Gozzini resta il punto di riferimento per chiunque cerchi il fascino intramontabile della carta stampata.

Antica sartoria per bambini Anichini

Antica sartoria per bambini Anichini

Fondata nel 1912 dalle sorelle Elvira e Assunta Biondi, Anichini rappresenta da oltre cento anni l’apice dell’alto artigianato fiorentino. Situata nel quattrocentesco Palazzo Ricasoli, in via del Parione 59r, la bottega è celebre nel mondo per i suoi abiti per bambini, interamente ideati, cuciti e ricamati a mano. Questa dedizione al “fatto con amore” ha conquistato un’élite internazionale: dalla Regina Elena, che ordinava corredi preziosi, a icone della musica come Mina e Michael Jackson. Quest’ultimo, in un celebre incontro all’Excelsior, scelse personalmente i completi artigianali per i suoi figli, restando affascinato dalla maestria delle sarte.

 

Oggi, la tradizione prosegue grazie a Sergio Anichini, alla moglie Maria Teresa e alle figlie Francesca ed Eugenia, che custodiscono un laboratorio dove la cultura artigiana resiste all’omologazione industriale. Tra giacche di velluto e camicette ricamate, ogni capo è un pezzo unico che fonde l’antica sapienza sartoriale con linee contemporanee. In un panorama urbano in continua trasformazione, Anichini resta una perla di autentico lusso e memoria storica, salvaguardando il valore inestimabile del vero lavoro manuale.

Hotel Centrale

Hotel Centrale

Situato all’angolo tra via dell’Alloro e Via de’ Conti, nel cuore pulsante della Firenze medievale, Palazzo Malaspina è una magnifica dimora del Settecento che oggi ospita il Relais Hotel Centrale. Acquistata nell’Ottocento dalla famiglia Conti, la residenza conserva intatto il fascino della storia, testimoniato dallo stemma gentilizio ancora visibile sulle facciate.

 

L’hotel accoglie i propri ospiti in un ambiente suggestivo dove il passato dialoga con la modernità: l’originale porticato, caratterizzato da imponenti colonne in pietra forte, è stato trasformato in una raffinata hall con lounge bar. Tra divani in pelle, libri e stampe d’epoca, l’interior design ricercato crea un’atmosfera senza tempo. A pochi passi dal Duomo e dalla stazione, Palazzo Malaspina rappresenta la sintesi perfetta per chi desidera vivere l’essenza più autentica e aristocratica di Firenze.

Grand Hotel Baglioni

Grand Hotel Baglioni

 L’Hotel Baglioni ha sede nel sontuoso palazzo edificato nel 1860 dal Principe Carrega di Lucedio. La sua trasformazione in albergo si deve a Leopoldo Baglioni, che lo inaugurò il 12 agosto 1903. Il progetto, curato dall’ingegner Rampolli, fu un’impresa architettonica notevole: le antiche scuderie e il cortile lasciarono il posto al grande salone attuale, mentre lo scalone d’onore e i saloni principeschi vennero preservati e valorizzati.

 

All’epoca, l’hotel rappresentava il massimo della raffinatezza, arrivando a contare oltre cento camere già nel 1907. La sua storia secolare ha attraversato due guerre mondiali e la tragica alluvione del 1966, restando legata alla famiglia Baglioni per quattro generazioni, fino al 1972.

 

Oggi, sotto la gestione della società CIA, l’Hotel Baglioni continua a splendere grazie a un attento restyling. Il recente rinnovo degli arredi celebra l’origine principesca della struttura, garantendo un perfetto equilibrio tra comfort moderno e memoria storica.

Antica gioielleria artigianale Volterrani e Raddi

Antica gioielleria artigianale Volterrani e Raddi

Fondata a Firenze nel 1870 da Oreste Volterrani, la storica ditta si consolidò nel 1920 grazie all’unione con Romeo Raddi, artigiano esperto nello stile fiorentino. Da allora, l’attività è stata portata avanti con dedizione dalla famiglia Raddi, attraversando generazioni fino alla gestione attuale di Federico Favilli e sua moglie Marina.

 

Ubicata in Piazza del Pesce 7r, a pochi passi da Ponte Vecchio, l’antica gioielleria artigianale Volterrani e Raddi rappresenta un baluardo della tradizione orafa locale. Specializzata nella creazione di gioielli in oro e argento fatti a mano, la bottega realizza pezzi su misura anche su disegno del cliente. Tra le eccellenze si distingue l’incisione di stemmi nobiliari su oro e pietre dure, un’arte che fonde memoria storica e altissimo artigianato.

Ceramiche Luca della Robbia

Ceramiche Luca della Robbia

Situato nel cuore pulsante del centro storico fiorentino, a pochi passi dalla maestosità del Duomo e proprio di fronte al celebre Museo Nazionale del Bargello, in via del Proconsolo 19r, il negozio di ceramiche Luca della Robbia rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per chiunque sia alla ricerca dell’autentica bellezza toscana. La bottega affonda le proprie radici alla fine dell’Ottocento, consolidando la sua identità definitiva nel 1904. Da quel momento, l’attività ha l’onore di essere guidata dalla medesima famiglia per ben tre generazioni, custodi attenti di una passione artigiana che sfida il passare del tempo.

Nonostante la tragica alluvione del 1966 abbia segnato profondamente la struttura, asportando purtroppo parte dei preziosi arredi originali, lo spazio conserva oggi un fascino unico, accogliendo i visitatori tra le mura adiacenti alla millenaria Badia Fiorentina. La produzione d’eccellenza si concentra esclusivamente su ceramiche dipinte interamente a mano, con una predilezione per i raffinati decori di epoca rinascimentale, i motivi classici dello stile fiorentino e le celebri riproduzioni robbiane. Ogni manufatto creato in bottega rappresenta un incontro armonioso tra arte e alto artigianato, offrendo a ogni cliente un frammento prezioso e tangibile della secolare storia di Firenze.

Gelateria Vivoli

Gelateria Vivoli

La storia di Vivoli inizia nel 1929, quando Serafino fondò una latteria in via Isola delle Stinche 7R, divenuta presto un amato ritrovo fiorentino. Nel 1932, insieme al fratello Raffaello, avviò la produzione del gelato: una sfida epica per l’epoca, che richiedeva il trasporto notturno del ghiaccio naturale conservato nelle neviere dell’Appennino.

 

Sotto la guida del figlio Piero, la gelateria visse una stagione d’oro tra gli anni ’60 e ’70, diventando una tappa obbligatoria segnalata dalle più importanti guide internazionali. Oggi, Vivoli prosegue questa tradizione d’eccellenza, affiancando alla produzione del celebre gelato un laboratorio artigianale di pasticceria. Un punto di riferimento storico dove la qualità artigiana si fonde con il fascino della Firenze di una volta.

Caffè Dogali

Caffè Dogali

Fondato nel lontano 1914, il Caffè Dogali incarna l’eccellenza di una tradizione familiare che si tramanda con dedizione da ben tre generazioni. Immerso nel quartiere di Campo di Marte, in via Malta 5r, nel cuore pulsante del polo sportivo fiorentino, il locale trae il suo nome dalle suggestioni coloniali che segnarono le avventure del bisnonno dell’attuale proprietario. Oggi, Alessandro Pampaloni guida l’attività con la medesima passione ereditata dai suoi predecessori, riuscendo nell’impresa di trasformare un presidio storico in un punto di riferimento moderno e dinamico.

Il ristorante Caffè Dogali rappresenta un raro e prezioso esempio di bottega storica capace di vivere una “seconda giovinezza”. Nonostante fosse già celebrato negli anni ’20 all’interno delle cronache di Giulio Gandi sulle trattorie fiorentine, il locale è oggi una meta prediletta dalle nuove generazioni. Il segreto di tale longevità risiede in una formula che fonde la solidità della tradizione con un’offerta contemporanea, perfetta per colazioni, pranzi veloci o vivaci aperitivi. In un’epoca di rapidi cambiamenti urbani, il Dogali resta un’istituzione vibrante, capace di far dialogare il fascino della memoria con l’energia del presente.

Ottino

Ottino

La storia di Ottino ha inizio nel XIX secolo a Firenze, dove Eugenio Ottino fondò l’attività nel solco della prestigiosa tradizione pellettiera toscana. Da allora, il marchio collabora con i migliori artigiani locali per creare borse e accessori d’eccellenza, realizzati esclusivamente con pellami pregiati lavorati a mano in Toscana.

Divenuta un’istituzione internazionale grazie alla durabilità e all’autenticità dei suoi prodotti, la famiglia Ottino ha sempre adottato un approccio etico. Questo si riflette non solo nella scelta di materiali sostenibili e concie naturali, ma anche in un servizio di manutenzione che rigenera i manufatti anche a distanza di decenni.

Giunta alla quarta generazione, l’azienda ha attraversato la storia di Firenze — dai Grand Tour alla rinascita post-alluvione del 1966 — grazie alla passione di Massimo, Paolo e oggi di Virginia, prima donna alla guida del brand. Pur innovando nella sede di via Porta Rossa 69r e aprendosi ai mercati globali, Ottino preserva i valori imprescindibili di artigianalità e qualità Made in Italy, reinterpretandoli in chiave moderna per una clientela cosmopolita e fedele.

Argenteria Pampaloni

Argenteria Pampaloni

La storia dell’argenteria Pampaloni ha inizio a Firenze, dove il fondatore Ermindo aprì la sua bottega di orafo e argentiere a pochi passi dallo storico Ponte Vecchio. Egli seppe muoversi con maestria in un’epoca di grandi contrasti, cogliendo le opportunità del mercato internazionale e superando con resilienza le drammatiche sfide imposte dai due conflitti mondiali. Negli anni ’50, la continuità familiare fu garantita dal figlio minore Franco, il quale impresse una svolta decisiva all’attività introducendo tecnologie d’avanguardia e collezioni dall’estetica raffinata.

 

Dal 1981, Gianfranco guida una profonda evoluzione concettuale: l’argento cessa di essere un semplice status symbol per trasformarsi in un oggetto di piacere intellettuale e indipendente. Sotto la sua direzione, le suggestioni dei grandi autori del passato e del presente prendono vita in creazioni di design e arte pura. Oggi, Teodora e Roberto si proiettano verso un mercato globale e senza confini, interpretando con lungimiranza le passioni dei collezionisti più eccentrici. Insieme, rinnovano l’antico rito della convivialità attraverso oggetti preziosi, capaci di celebrare l’argento come il metallo più socievole e affascinante della tavola.

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L’argenteria Pampaloni si trova in via Porta Rossa 99r.

Richard Ginori

Richard Ginori

Fondata nel 1735 a Doccia dal marchese Carlo Andrea Ginori, la Manifattura Ginori incarna da quasi tre secoli l’eccellenza italiana nella porcellana. Nata dalla passione per l’”oro bianco”, l’azienda si è distinta sin dal Settecento come punto di riferimento internazionale per la scultura e l’eleganza della tavola signorile.

​Il XIX secolo ha segnato l’apertura alle esposizioni internazionali e l’unione con la Società Ceramica Richard (1896), ma è il Novecento a sancire la vera rivoluzione artistica. Sotto la direzione di maestri come Gio Ponti e successivamente Giovanni Gariboldi, il brand ha saputo coniugare il gusto classico con il modernismo, vincendo prestigiosi riconoscimenti come il Compasso d’Oro nel 1954.

​L’era contemporanea ha visto l’acquisizione da parte del gruppo Kering (2013) e il rebranding in Ginori 1735. Sotto la guida di direttori artistici come Alessandro Michele e collaborazioni con designer del calibro di Luca Nichetto e Luke Edward Hall, il marchio si è evoluto in un ecosistema di lifestyle di lusso. Oggi, dalle storiche porcellane alle nuove linee di arredamento e fragranze, Ginori 1735 continua a trasformare i rituali quotidiani in esperienze estetiche senza tempo.

Trattoria Coco Lezzone

Trattoria Coco Lezzone

La rinomata trattoria Coco Lezzone nasce in una pittoresca via del centro storico di Firenze, in via del Parioncino 26/R,  risalente ai primi anni del XIX secolo. Inizialmente, era conosciuta come la bottega “Da Corrado”, soprannominato “Coco Lezzone”. Negli anni Settanta, l’attività si trasformò in un punto di riferimento culinario grazie alla famiglia Paoli. Il capostipite, Gianfranco Paoli, ha guidato il locale fino al 2002, anno in cui ha ceduto il testimone al figlio Gianluca e al socio fidato, Fabrizio Noferini. Questi ultimi continuano a onorare con dedizione la tradizione della trattoria e della più autentica cucina fiorentina.

Presso Coco Lezzone, gli ospiti hanno la possibilità di gustare, in un’atmosfera accogliente e tradizionale, le specialità della gastronomia locale. Le pietanze vengono preparate con cura sui fornelli di una cucina a legna, in conformità con le antiche consuetudini, e sono completate da una selezione di pregiati vini toscani.

Antico Ristorante Paoli 1827

Antico Ristorante Paoli 1827

Il ristorante Paoli ha inaugurato le sue attività nel lontano 1827. Da quella data, sono trascorsi quasi due secoli durante i quali le porte di questo locale affrescato, situato in via De’ Tavolini, non sono mai state serrate. L’elemento distintivo che conferisce al Paoli la sua unicità risiede precisamente nella sua venerabile longevità di servizio.

Nel 1909, l’edificio subì una completa ristrutturazione in stile neogotico, definendo l’assetto che conserva tuttora. Gli interventi decorativi interni risalgono invece al 1916, anno in cui furono realizzate le lunette affrescate da Carlo Coppedé, che traggono ispirazione dal Decameron. Inoltre, le pareti sono decorate con le ceramiche Cantagalli, le quali espongono gli stemmi di tutti i comuni toscani.

Tuttavia, il Paoli non è solamente il ristorante più datato di Firenze, ma si posiziona anche tra gli esercizi di ristorazione più longevi dell’intera Italia. Grazie a un primato dietro l’altro, il locale si è costruito una reputazione che ha travalicato i confini nazionali, raggiungendo persino le linee del fronte. Nelle fasi più oscure e di profondo scoramento durante la guerra, i pensieri dei soldati si rivolgevano spesso ai piatti del Paoli.

Il registro degli ospiti del Paoli è un volume che supera le mille pagine. Tra le innumerevoli firme di personalità di spicco si distinguono quelle di celebrità come Puccini, Leoncavallo, Pirandello, Marinetti e Charlie Chaplin.

 

Zecchi colori

Zecchi colori

L’edificio che accoglie la bottega Zecchi costituisce una sezione della sede dell’antico “Studio Fiorentino“, la prima università di Firenze, istituita nel 1348, come testimonia l’affresco visibile sulla facciata. Questa origine storica ha poi dato il nome attuale alla via, Via dello studio.

La rivendita di pigmenti e materiali artistici, presente in questa strada sin dai tempi più remoti, ha costantemente rappresentato un riferimento essenziale per i pittori e gli artigiani fiorentini. La ditta “Zecchi“, che ha assunto la gestione dell’attività negli anni Cinquanta, è riuscita a recuperare e riprodurre tutti i colori e i materiali impiegati nella pittura dei periodi pre-rinascimentale e rinascimentale, basandosi sul trattato del Trecento di Cennino Cennini, Il Libro dell’Arte.

Numerose opere d’arte fiorentine di primaria importanza (e anche alcuni dei massimi capolavori internazionali) sono state restaurate grazie all’utilizzo dei prodotti forniti da Zecchi.

Situato nel centro di Firenze, a breve distanza dal Duomo, il negozio “Zecchi” offre ad artisti e professionisti da ogni angolo del mondo non solo gli strumenti necessari per la loro arte, ma anche un ambiente dove la condivisione di idee permette al personale di mantenersi aggiornato e di soddisfare al meglio le necessità della clientela.

Trattoria Sostanza

Trattoria Sostanza

L’esercizio di ristorazione noto come Trattoria Sostanza venne inaugurato nell’anno 1869. All’epoca, fu Pasquale Campolmi a istituirlo, concependolo come un’osteria, un punto vendita di bevande alcoliche e un negozio di alimentari.

Sebbene siano trascorsi oltre centocinquant’anni, l’attività è tuttora celebre nel capoluogo toscano anche con il nomignolo di “i’ Troia”. Tale appellativo ha origine dal soprannome affibbiato a Guido Campolmi, uno degli chef storici.

Entrando oggi nella Trattoria Sostanza, in via del Porcellana, si percepisce ancora quell’aria cordiale, allegra e briosa che distingue le caratteristiche osterie toscane, luoghi dove ogni pietanza viene plasmata con dedizione e aderendo scrupolosamente alla tradizione culinaria secolare di Firenze.

A partire dal 1977, la conduzione dell’attività è passata nelle mani dei fedeli collaboratori della famiglia Campolmi, i quali sono attualmente giunti alla seconda generazione. Essi continuano a diffondere con cura gli aromi e le essenze dell’arte gastronomica toscana.

Marzotto carta

Marzotto carta

Le origini del punto vendita di articoli in carta e cartone Marzotto risalgono al 1890, anno in cui Antonio Marzotto, un aristocratico della zona di Treviso, diede il via all’attività manifatturiera. La produzione cartaria fu avviata al livello terreno del magnifico edificio rinascimentale noto come Palazzo Ramirez de Montalvo.

La gestione dell’impresa, ceduta nel 1961 al fiorentino Donato Cubattoli, è attualmente portata avanti dal figlio Andrea e da Barbara Baravelli. Essi continuano a perpetuare la pregiata maestria nella lavorazione della carta e del cartone, aderendo integralmente ai canoni della tradizione artigianale locale.

Oggi, proprio come accadeva nel passato, presso Marzotto in Borgo Albizi 86r è disponibile la carta fiorentina tradizionale, un manufatto di altissima qualità artigianale. Con questo materiale vengono realizzati oggetti originali e di pregio, tra cui si annoverano album fotografici, cartoncini d’auguri, quaderni e numerosi altri articoli che rappresentano un’opzione per un dono distinto e raffinato.

Grazie agli arredi mantenuti in condizioni impeccabili e alla scenografia cinquecentesca data dalle volte, Marzotto si configura come un esercizio commerciale singolare e di notevole attrattiva. Qui è possibile reperire un’ampia selezione di tipi e livelli di qualità di carta, tutte lavorate manualmente secondo le metodologie antiche.

 

Salumificio Anzuini

Salumificio Anzuini

Già dall’epoca romana, la carne suina era sottoposta a procedimenti di essiccazione e conservazione mediante l’uso di sale e spezie aromatiche. Nei secoli seguenti, l’allevamento dei maiali conobbe una vasta diffusione e i prodotti derivati iniziarono a primeggiare sulle tavole imbandite. In particolare, nel territorio dell’Italia centrale – prevalentemente in Umbria – emersero le figure professionali dedite alla lavorazione della carne suina: i norcini, il cui nome deriva dalla località di Norcia.

Questa era perlopiù una mansione legata alle stagioni: i norcini lasciavano le loro aree di provenienza all’inizio dell’autunno per farvi ritorno soltanto in primavera. Pietro Anzuini seguiva questa consuetudine, spostandosi da Todiano per esercitare la sua professione di norcino stagionale in Toscana.

Solo in un secondo momento optò per stabilirsi a Firenze. Nel 1929, Anzuini e Loreto Massi rilevarono congiuntamente una macelleria in via de’ Neri, affiancando all’attività di norcineria la creazione e la commercializzazione di prodotti insaccati. L’impresa gestita da Anzuini e Massi riscosse un successo talmente elevato da ottenere immediatamente importanti riconoscimenti, tra cui il Primo Premio durante la Mostra Concorso dedicata alle vetrine di carni suine magre nel 1966.

Negli anni Sessanta, l’attività passò al figlio di Pietro, Ilario Anzuini, che proseguì l’operato paterno. Poco dopo, nel decennio successivo, l’azienda si fortificò grazie a notevoli risultati, incrementando la propria crescita e necessitando di un ampliamento. Questo rese indispensabile trasferire l’intero reparto produttivo in spazi più ampi e adeguati, presso l’attuale sede ubicata in via Faentina.

Oggigiorno, Ilario è affiancato nella conduzione del Salumificio Anzuini dalla terza generazione, rappresentata da Enrica e Jacopo. Questi ultimi hanno conferito un orientamento contemporaneo alla produzione del salumificio artigianale, concentrando i loro sforzi sulla qualità superiore.

Pestelli Creazioni

Pestelli Creazioni

L’attività di oreficeria e gioielleria Pestelli fu fondata nel 1908 da Edoardo Pestelli (1874-1965), che, dopo essersi formato presso la rinomata Marchesini, rilevò un negozio in Via Strozzi, nel centro storico di Firenze. Fin dall’inizio, la produzione si distinse per una raffinata creatività che rispecchiava i gusti della borghesia dell’epoca, specializzandosi in gioielleria e argenteria in stile antico con lavorazioni a mosaico, coralli e pietre preziose.

Attorno al 1920, Francesco, figlio di Edoardo, entrò nell’attività, diventando il dirigente dell’impresa familiare. La gestione è poi stata tramandata attraverso il fratello Luigi e il figlio di Francesco, Luigi, fino a giungere all’attuale rappresentante della quarta generazione, Tommaso Pestelli. Il negozio si trasferì brevemente in Via Tornabuoni nel 1920, per poi stabilirsi nuovamente in Via Strozzi nel 1935, dove rimase per decenni.

In questi anni, la ditta collaborò con i più valenti maestri orafi (come Tonino Batacchi e Fernando Ilari), al fine di mantenere il carattere di alto artigianato fiorentino, privilegiando la perfezione esecutiva rispetto alla produzione seriale. Lo stile si è sempre distinto per un’eleganza originale e atemporale. Tale eccellenza ha assicurato un successo duraturo, annoverando tra i clienti storici istituzioni come la Casa Savoia, i reali di Romania e il Vaticano.

Nel 1989 il negozio si spostò in Borgo SS. Apostoli. Oggi, l’atelier Pestelli Creazioni, guidato da Tommaso e dalla moglie Eva Aulmann, si trova in Via del Sole (dal 2022). Tommaso Pestelli, con una formazione che include scultura e restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure, crea opere uniche per fantasia e tecnica. Le sue creazioni sono esposte al Museo degli Argenti. La Gioielleria Pestelli è stata certificata Impresa Storica Italiana (2011) e ha vinto, tra gli altri, il prestigioso Talents du Luxe et de la Création a Parigi (2019), con Tommaso Pestelli inserito nella Homo Faber Guide.

Trattoria Le Mossacce

Trattoria Le Mossacce

La Trattoria “Le Mossacce venne fondata il 9 aprile 1925. All’inizio, l’esercizio commerciale era configurato esclusivamente come un punto di mescita di vini. Poco tempo dopo, il fondatore, Ottavio Turchi (nato nel 1887), insieme alla moglie Olga, scelse di convertirlo in una vera e propria trattoria. Anche nel difficile periodo bellico, “Le Mossacce” non interruppe mai il servizio, continuando a offrire piatti della gastronomia tradizionale toscana, preparati con fervore e competenza.

Nel 1945, la Trattoria fu acquisita dal cameriere Gastone Mugnai e, successivamente, nel 1965, la gestione passò a Marcello Fantoni e al cuoco Antonio Meacci. Recentemente, l’attività è stata rilevata dai tre dipendenti che erano rimasti, i quali si impegnano a preservare l’autenticità e la tradizione del locale.

Le deliziose pietanze offerte cambiano quotidianamente, seguendo i ritmi stagionali, proprio come avveniva un tempo. Il menù, rapido ed essenziale, peraltro redatto a mano, propone specialità della cucina fiorentina antica e tradizionale, risultato di ricette tramandate per oltre novant’anni. Per queste ragioni, la trattoria, situata in via del Proconsolo, ha sempre goduto di una vasta notorietà, attirando numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e del cinema che ne hanno assaggiato la magnifica cucina, tra cui Ugo Tognazzi, Jonny Dorelli, Ave Ninchi, Vittorio e Paola Gassman, Michele Placido, Giorgio Albertazzi, Leonardo Pieraccioni e molti altri ancora.

 

Archivio Storico Foto Locchi

Archivio Storico Foto Locchi

L’Archivio Storico Foto Locchi rappresenta una delle istituzioni fotografiche più significative a livello internazionale, un vero e proprio scrigno della memoria visiva del capoluogo toscano e del suo territorio. La sua fondazione risale al 1924, quando il talentuoso fotografo paesaggista Tullio Locchi decise di stabilire il suo studio professionale nel cuore pulsante della città, nell’allora Piazza Vittorio, attuale Piazza della Repubblica. Fu in quel contesto storico e culturale che nacque ufficialmente la rinomata Foto Locchi.

Nel corso dei decenni, l’attività si è sviluppata con una straordinaria attenzione alla documentazione della vita cittadina, degli eventi storici e della sua evoluzione sociale e culturale. Per il suo inestimabile valore storico e artistico, l’Archivio Storico Foto Locchi è stato posto sotto la rigorosa tutela del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Questo riconoscimento ufficiale sottolinea la sua importanza cruciale nel panorama del patrimonio documentaristico italiano.

Oggi, l’Archivio Locchi costituisce una collezione monumentale, contando oltre 5 milioni di fotografie che spaziano attraverso quasi un secolo di storia di Firenze e della Toscana.

L’obiettivo primario dell’Archivio non è semplicemente conservare, ma valorizzare e mantenere vivo questo immenso e insostituibile patrimonio iconografico di cui è custode. L’Archivio intende porsi come una fonte d’ispirazione vitale e uno strumento essenziale per chiunque desideri raccontare o raffigurare Firenze e la Toscana di oggi attraverso l’incredibile fascino e il profondo sapore storico che solo le sue immagini d’epoca possono offrire.

foto: copyright ©Archivio Foto Locchi www.fotolocchi.it

La Scuola del Cuoio

La Scuola del Cuoio

L’arte della lavorazione della pelle e la pelletteria hanno radici storiche profondissime a Firenze, concentrandosi in particolare nella zona di Santa Croce, dove le prime attività artigianali in questo settore erano già attive e fiorenti nel lontano tredicesimo secolo. Questa tradizione secolare gettò le basi per l’eccellenza che la città ancora oggi esprime nel campo della moda e dell’artigianato in pelle.

Dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale, nacque un progetto di grande valore sociale e formativo: la Scuola del Cuoio. Istituita grazie a una proficua collaborazione tra i Frati Francescani del convento di Santa Croce e le storiche famiglie artigiane Gori e Casini, la Scuola aveva una missione chiara e nobile: insegnare un mestiere artigianale agli orfani di guerra, fornendo loro non solo una competenza pratica, ma anche un percorso di riscatto sociale e di reinserimento nella vita produttiva.

Oggi, l’istituzione ha ampliato i suoi orizzonti, ma mantiene intatto il suo spirito educativo. I corsi sono ora aperti a tutti i giovani, italiani e stranieri, che desiderano apprendere i segreti e le tecniche di questo antico mestiere. Parallelamente all’attività formativa, la parte commerciale della Scuola è dedicata alla meticolosa produzione di borse classiche e accessori di alta qualità, celebri per la loro maestria esecutiva e l’uso di pellami pregiati.

L’eccellenza della tradizione continua a fiorire anche attraverso le iniziative individuali. Francesca Gori, erede e membro della famiglia fondatrice, ha lanciato una sua prestigiosa collezione personale. Le sue borse, cucite interamente a mano, sono caratterizzate dall’utilizzo di diversi tipi di pellami selezionati e sono impreziosite da antichi gioielli e oggetti da collezione provenienti da ogni parte del mondo, trasformando ciascuna borsa in un vero e proprio pezzo unico di alta artigianalità e design.

La Scuola del Cuoio ha la sua sede storica e suggestiva in Via San Giuseppe 5r, all’interno del complesso di Santa Croce, ed è possibile approfondire la conoscenza di quest’arte unica tramite visite guidate su appuntamento, un’occasione per toccare con mano l’eredità dell’artigianato fiorentino.

The Blue Shop, Baccani

The Blue Shop, Baccani

Il negozio Giovanni Baccani – The Blue Shop rappresenta una vera e propria istituzione nel panorama del commercio e dell’artigianato fiorentino. Questo Esercizio Storico Fiorentino si è dedicato, fin dalla sua fondazione, alla meticolosa creazione e vendita di oggetti che incarnano l’estetica e la tradizione artistica locale. La gamma di prodotti spazia da raffinate cornici, eleganti scatole dipinte, preziose stampe d’epoca o artistiche, a svariati tipi di lampadari e altri oggetti in legno, tutti esemplari dell’artigianato tipico e di alta qualità di Firenze.

Il negozio fu fondato nel lontano 1903 da Giovanni Baccani e, con orgoglio, è stato tramandato per quattro generazioni, mantenendo viva una tradizione familiare di eccellenza. Una delle sue caratteristiche più affascinanti è la conservazione degli arredi originali: i bellissimi mobili e le strutture interne sono rimasti immutati nel tempo, contribuendo a creare un’atmosfera unica che riporta il visitatore all’inizio del Novecento.

La bottega è universalmente conosciuta, soprattutto dai clienti internazionali, con l’appellativo di “The Blue Shop”. Questo soprannome suggestivo deriva dal fatto che, da sempre, un caratteristico panno di colore blu riveste e impreziosisce i pannelli della boiserie lignea che decora le pareti. Questo dettaglio cromatico non solo contribuisce a un’identità visiva immediatamente riconoscibile, ma esalta anche la qualità e i colori degli oggetti d’arte esposti.

L’impegno di Giovanni Baccani nel diffondere la bellezza e l’immagine artistica della sua città andò oltre la bottega: nel 1959 ricevette l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana. Questo prestigioso titolo gli fu conferito come riconoscimento per aver contribuito alla diffusione dell’immagine di Firenze nel mondo, in particolare attraverso la sua produzione di biglietti natalizi e cartoline artistiche raffiguranti vedute fiorentine. Il negozio continua oggi la sua attività in Borgo Ognissanti 22r, rimanendo un faro dell’artigianato cittadino.

All’antico Vinaio

All’antico Vinaio

Anche se non si può definire un esercizio storico in senso stretto — dato che la famiglia Mazzanti ha aperto le porte de “All’antico Vinaio” nel 1989 — è un piacere raccontare la storia di un’attività nata a Firenze e oggi famosa in tutto il mondo.

 

Nel 2006 Tommaso fa il suo ingresso in azienda e, in breve tempo, trasforma il locale in un punto di riferimento assoluto per la città e per gli amanti dello street food a livello globale. I traguardi raggiunti sono straordinari: nel 2014 è stato il locale più recensito al mondo su TripAdvisor (e il primo in Italia per anni), mentre la rivista Saveur ha celebrato le sue schiacciate come “i migliori panini al mondo“.

 

Per i milioni di turisti che visitano Firenze, All’Antico Vinaio è ormai una tappa obbligatoria: il luogo dove vale sempre la pena fare un po’ di coda per assaggiare una delle nostre iconiche schiacciate.

 

All’antico Vinaio si trova a Firenze in via dei Neri (ai civici 65, 74, 76 e 78), a due passi da Piazza della Signoria, altre sedi sono a: Milano, Roma, Torino, Bergamo, Verona, Bologna, Forte dei Marmi, Napoli, Palermo, Bari, New York, Las Vegas, Los Angeles, Dubai e Nashville.

 

“bada come la fuma”!

 

ITG G. Salvemini

ITG G. Salvemini

La storia dell’attuale Istituto Statale di Istruzione Superiore “Salvemini – Duca d’Aosta” affonda le sue radici in una delle più antiche e prestigiose tradizioni scolastiche fiorentine. L’istituzione originaria fu fondata da Leopoldo II d’Asburgo-Lorena, l’ultimo Granduca di Toscana, nell’anno 1853, in un periodo di grande fermento culturale e necessità di modernizzazione della formazione tecnica. Fu inaugurata con l’importante denominazione di “Imperiale e Regio Istituto Toscano”.

Con il mutare degli assetti politici successivi all’Unità d’Italia, anche l’Istituto vide trasformata la sua gestione e la sua identità. Nel novembre del 1861, passò sotto la giurisdizione del neonato Ministero dell’agricoltura, dell’industria e del commercio, assumendo il nome di “Istituto Tecnico di Firenze”. Pochi anni dopo, la denominazione fu nuovamente modificata in “Istituto Provinciale di Firenze”, riflettendo il ruolo centrale dell’ente provinciale nella sua amministrazione.

Il suo radicamento definitivo avvenne nel 1891, quando l’Istituto si trasferì nella sede che occupa tuttora, lo storico edificio situato in Via Giusti 27. Nel corso del XX secolo, la scuola continuò a evolversi, ribattezzata nel 1933 come “Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri Galileo Galilei”, a testimonianza della sua doppia vocazione formativa.

L’identità moderna dell’Istituto per Geometri fu stabilita nel 1974 con la denominazione di “Istituto Tecnico Statale per Geometri Gaetano Salvemini”, in onore del celebre storico e politico pugliese. Questa intitolazione ha mantenuto la sua rilevanza fino al 1999, anno che ha segnato un’ulteriore e significativa fusione con l’adiacente Istituto Tecnico Commerciale Duca d’Aosta. Da questa unione è nato il Polotecnico — l’attuale Istituto Statale di Istruzione Superiore “Salvemini – Duca d’Aosta”.

Un aspetto distintivo dell’Istituto è l’inestimabile patrimonio scientifico che ospita al suo interno. La scuola custodisce numerosi pezzi da collezione di alto valore didattico e storico: si tratta di strumenti originali per lo studio della meccanica e della fisica, dettagliate attrezzature per esperimenti e preziose tavole di botanica. Queste collezioni, testimoni diretti dell’insegnamento scientifico nei secoli passati, sono gestite e valorizzate dal 1987 dalla Fondazione Scienza e Tecnica, che ha la sua sede proprio a fianco della scuola, in Via Giusti 29, garantendo la conservazione e la fruizione di questo tesoro didattico.