Le Giubbe Rosse è molto più di un semplice caffè: è un’istituzione storica e un vero e proprio caffè letterario di Firenze, la cui fondazione risale al lontano 1897. La sua apertura si deve all’iniziativa dei fratelli Reininghaus, noti imprenditori originari di Düsseldorf, che avevano fatto fortuna come produttori di birra.
Il locale, concepito con l’intenzione di emulare l’eleganza e l’atmosfera dei raffinati caffè di cultura mitteleuropea, in particolare lo stile viennese, si distingueva immediatamente per un dettaglio peculiare e cromatico: l’uniforme del personale di sala. I camerieri, infatti, vestivano sgargianti giubbe rosse. Questo elemento divenne così distintivo che i fiorentini, riscontrando la tipica difficoltà a pronunciare correttamente il complesso cognome tedesco dei fondatori, sostituirono rapidamente il nome del locale con un’espressione immediata e visiva: il caffè divenne popolarmente noto come “quelli con le giubbe rosse”.
Inizialmente, l’attività era focalizzata sull’ospitalità e sul gioco intellettuale, tanto da ospitare un vivace circolo scacchistico. La vera svolta nella storia del locale, che lo elevò a santuario dell’avanguardia italiana, avvenne nel 1913. In quell’anno, Le Giubbe Rosse divenne la sede fissa di ritrovo dei futuristi fiorentini. Presto, le sue sale si trasformarono in un incrocio culturale imprescindibile, un luogo dove si riunivano quotidianamente non solo i massimi esponenti del Futurismo, ma anche una vasta schiera di letterati, artisti e intellettuali sia italiani che stranieri, rendendolo un palcoscenico per accesi dibattiti, manifesti e scambi di idee rivoluzionarie. A testimonianza di questo glorioso passato, le pareti del locale sono adornate da numerose fotografie d’epoca che ritraggono i suoi celebri e influenti frequentatori.
Purtroppo, dopo oltre un secolo di attività ininterrotta come fulcro culturale, l’esercizio ha affrontato un momento di grande crisi, dichiarando fallimento il 21 dicembre 2018. Tuttavia, il suo destino non sembra essere definitivamente segnato: nel 2024 il locale ha riaperto dopo un accurato restauro.


























































