In via Il Prato, precisamente al civico 48, si può notare una maestosa e altissima porta in legno. Molti curiosi si chiedono cosa possa essere celato o custodito dietro un ingresso così imponente. Ebbene, al suo interno è custodito un pezzo di storia fiorentina: i’ Brindellone!
A Firenze, al giorno d’oggi, il termine “brindellone” è utilizzato per descrivere e indicare una persona con una figura alta, dondolona, dall’aspetto un po’ sgangherato o trasandato. Tuttavia, le radici e le origini di questo particolare appellativo derivano da una tradizione ben più antica, legata a un carro allegorico storico.
Questo carro, infatti, veniva messo in mostra e trainato per le vie della città in una data significativa: il 24 giugno, giorno in cui ricorre la festività di San Giovanni Battista, il Patrono di Firenze. Il percorso iniziava dalla torre della Zecca per snodarsi attraverso il cuore cittadino.
Una volta, su questo carro, che era per l’occasione riempito abbondantemente di fieno, veniva trasportato un uomo la cui figura era completamente ricoperta di pelo di cammello. Egli impersonava la figura sacra di San Giovanni Battista e, probabilmente a causa dell’ebbrezza o per la difficoltà di mantenere l’equilibrio, era solito ciondolare vistosamente da un lato all’altro (una consuetudine festiva, questa, che è purtroppo oramai scomparsa).
Fu proprio da questa immagine suggestiva che l’espressione iniziò a essere utilizzata per indicare numerosi altri carri che attraversavano la città in occasione delle diverse celebrazioni e feste popolari. L’unico e solo Brindellone rimasto in uso e tradizione fino ai giorni nostri è quello impiegato per il celebre Scoppio del Carro che si tiene ogni anno nel giorno di Pasqua.









































































