Nella suggestiva cornice di Piazza Santissima Annunziata a Firenze, il visitatore è accolto non solo dall’imponente basilica, ma anche dalla presenza di due splendide opere d’arte: le Fontane dei Mostri Marini. Queste vasche, ricche di figure fantastiche e dettagli marini, sono elementi decorativi di altissimo pregio che nascondono una storia di destinazioni mancate e decisioni granducali.
L’origine delle fontane risale al 1626, quando furono commissionate al celebre scultore Pietro Tacca, un artista di spicco dell’epoca. Il committente era il Granduca Ferdinando II de’ Medici,, il quale nutriva una vera e propria passione per la città di Livorno. Ferdinando II era impegnato a sviluppare il porto livornese e desiderava arricchirlo con elementi decorativi che ne esaltassero la vocazione marittima. L’intento originale era, dunque, quello di posizionare le fontane proprio a Livorno, come ulteriore abbellimento e simbolo della sua crescente importanza commerciale.
Le cose, tuttavia, presero una piega inaspettata Ferdinando II rimase talmente colpito e affascinato dalla straordinaria bellezza e dalla cura dei dettagli dei mostri marini che cambiò idea. Egli stabilì che i preziosi manufatti bronzei dovessero rimanere a Firenze, la capitale del Granducato.
Le fontane trovarono così la loro definitiva collocazione in Piazza Santissima Annunziata. Qui vennero posizionate in maniera simmetrica e speculare, in un calibrato gioco prospettico e visivo con l’importante statua equestre di Ferdinando I. Questa disposizione creò un equilibrio e una coerenza estetica nella piazza, valorizzando sia le fontane che il monumento granducale.
Oggi, queste sculture sono ammirate per la loro vivacità e i loro intricati dettagli, che includono tritoni, conchiglie, ippocampi e una varietà di pesci. Proprio questa ricchezza di creature marine spinse lo storico e scrittore fiorentino Piero Bargellini a coniare per loro un soprannome iconico e popolare: “Le Fontane del Cacciucco“, richiamando la celebre zuppa di pesce livornese, un ironico e affettuoso omaggio alla destinazione che non raggiunsero mai.
Livorno non prese bene la decisione Ferdinando II, così a distanza di oltre tre secoli, nel 1956 il Comune di Firenze decise di regalare alla città, in segno di amicizia, le copie delle fontane, oggi posizionate in piazza Colonnella.









































































