L’origine del singolare nome di questo iconico angolo fiorentino resta sospesa tra due leggende contrastanti:
La versione più maliziosa lega il toponimo alla presenza, di una celebre casa di tolleranza. Si narra che il bordello locale fosse così rinomato da competere con quelli storici di via delle Belle Donne, vantando tra i suoi frequentatori illustri persino componenti della famiglia de’ Medici. Venne così attribuito alla zona il termine gergale “Passera” che rimanda in modo inequivocabile all’anatomia femminile.
La seconda ipotesi, sostenuta anche dall’illustre storico Piero Bargellini, ci riporta invece al tragico 1348. Secondo questa ricostruzione, alcuni bambini trovarono nella piazza una passera morente e, nel tentativo disperato di soccorrerla, innescarono inconsapevolmente l’apocalisse. Il volatile era infatti infetto: fu quello il “paziente zero” della Peste Nera a Firenze. Quell’atto di compassione infantile segnò l’inizio della devastante epidemia descritta anche da Boccaccio nel Decameron.
Piazza della passera viene menzionata anche nella canzone “Teresina” di Riccardo Marasco.









































































