La Berta

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Passeggiando lungo via De’ Cerretani, lo sguardo attento può notare un dettaglio singolare sulla parete esterna della storica Chiesa di Santa Maria Maggiore: si tratta di una testa in marmo incastonata direttamente nel muro. Questa misteriosa scultura è legata a una delle più affascinanti leggende popolane di Firenze: la storia de “La Berta”.

Esistono due versioni principali che cercano di spiegare l’origine e il significato di questa figura marmorea.

La prima e più drammatica versione narra un episodio avvenuto durante la condanna a morte di Cecco d’Ascoli, l’astronomo e poeta che fu messo al rogo per eresia e stregoneria. Mentre veniva condotto al supplizio, al suo passaggio davanti alla chiesa, il condannato implorò disperatamente la folla e le guardie affinché gli venisse concesso un po’ d’acqua da bere. A quel tempo, era diffusa la superstizione popolare secondo cui gli stregoni condannati, se idratati prima dell’esecuzione, avrebbero potuto salvarsi miracolosamente dalle fiamme.

Fu in quel momento critico che La Berta, una donna presumibilmente affacciata a una finestra o a un’apertura della chiesa, urlò con voce stentorea verso la folla e i carnefici: “Non dategli da bere! Se beve non brucia!”. Condannando di fatto l’uomo alle fiamme. Sentendosi tradito e disperato, Cecco d’Ascoli la maledì solennemente dicendo: “E te di lì non toglierai più la testa!”. Da quel giorno, secondo la leggenda, la testa della donna rimase pietrificata sul muro come monito eterno.

 

Nella seconda versione, la Berta è identificata come una “cavolaia” (termine storico fiorentino per indicare un’ortolana o venditrice di verdure). Si dice che questa donna, non avendo eredi diretti, decise di utilizzare le sue sostanze economiche per compiere un atto di pubblica utilità. A sue spese, fece installare sulla chiesa una campana il cui rintocco richiamava i contadini dai campi, permettendo loro di affrettarsi per non ‘trovarsi alle porte coi sassi‘ e rientrare in città prima della definitiva chiusura notturna.. La testa in marmo venne quindi posizionata sul muro in ricordo e onore della generosità della Berta.

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