I’ David

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La storia del David inizia con una sfida monumentale legata al “blocco gigante”. Michelangelo scelse di scolpire un enorme pezzo di marmo di Carrara. Altri artisti lo avevano precedentemente abbandonato, considerandolo troppo rovinato e difficile.

In questa materia complessa, l’artista decise di alterare volutamente alcune proporzioni della figura. La testa e le mani appaiono più grandi del corpo per enfatizzare intelletto e forza. Il pene piccolo risponde invece a canoni estetici dell’epoca.

L’opera non ritrae l’eroe vittorioso, ma l’istante di massima tensione precedente l’azione. Lo sguardo e i muscoli tesi catturano il David prima della sfida.

Questo vigore trasformò la statua da simbolo religioso a manifesto politico fiorentino. Incarnava la determinazione di una città pronta a difendersi dai grandi nemici.

La maestosità della scultura è confermata dal suo peso, che sfiora le sei tonnellate. Oggi è possibile ammirare questa figura in tre luoghi diversi a Firenze.

L’originale è custodito alla Galleria dell’Accademia per ragioni di conservazione. Due copie fedeli sorvegliano invece Piazza della Signoria e il panoramico Piazzale Michelangelo.

Esistono aneddoti affascinanti, come quello del gonfaloniere Soderini che criticò il naso. Michelangelo finse di modificarlo facendo cadere polvere di marmo per ingannarlo.

La storia del David arrivò fino a Londra, dove una copia fu donata alla Regina Vittoria nel passato. Lì fu aggiunta una foglia di fico in bronzo. Era una protezione mobile pensata per coprire i genitali durante le visite giudicate troppo sensibili.

 

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