I’ Perseo

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Nel cuore pulsante di Firenze, all’interno della suggestiva Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria, si erge uno dei capolavori più celebri e tecnicamente sbalorditivi del Manierismo: la scultura bronzea di Perseo con la testa di Medusa, realizzata dal geniale orafo e scultore Benvenuto Cellini.

Quest’opera iconica non fu creata per caso, ma venne commissionata in modo esplicito da Cosimo I de’ Medici subito dopo il suo insediamento come Duca di Firenze (e in seguito Granduca). La scelta del soggetto mitologico aveva un profondo e inequivocabile significato politico destinato a essere letto da tutta la cittadinanza. Il Perseo che trionfa, innalzando la testa mozzata del mostro, rappresenta infatti in modo allegorico la figura stessa del Duca Cosimo I. La statua simboleggiava l’affermazione del suo potere assoluto e la sua capacità di “tagliare” e sopprimere le precedenti esperienze politiche della città, in particolare le aspirazioni e le istituzioni di stampo Repubblicano che Medusa incarnava. Il messaggio era chiaro: l’era della Repubblica era terminata, e il Duca aveva ristabilito un ordine monarchico e saldo.

Eppure, il capolavoro nasconde un dettaglio che solo pochi osservatori attenti riescono a cogliere e a comprendere. Non molti sanno che, se si osserva la statua bronzea dal retro, prestando particolare attenzione, si può scorgere sulla parte posteriore del celebre elmo, all’altezza della nuca del Perseo, un volto scolpito in rilievo.

Questo piccolo dettaglio non è altro che l’autoritratto nascosto di Benvenuto Cellini. L’artista, pur essendo un genio indiscusso e acclamato a livello internazionale per la sua maestria, era noto anche per la sua condotta civica fortemente discutibile, spesso caratterizzata da risse e intemperanze. Inserendo il suo volto nell’opera, Cellini ha lasciato una firma audace e segreta, un gesto che ben si addice alla sua personalità irriverente e complessa, sfidando forse in silenzio anche l’autorità che lo aveva commissionato.

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